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I semi di Rudraksha

Il loro nome deriva da: rudra uno dei nomi di Shiva e aksha che significa occhio, sono infatti collegate al culto di Shiva, Divinità tra le più venerate della mitologia induista.

Si dice, che quando si osserva questo seme si stia in realtà guardando il terzo occhio di Shiva. 

La leggenda racconta che un giorno il dio Shiva si sedette a meditare e, quando si risvegliò, cominciò a piangere lacrime di compassione, realizzando le sofferenze delle creature viventi. Toccando il suolo, le sue lacrime si trasformarono in semi che diedero vita all’albero di Rudraksha. 

 

Questa pianta è chiamata Elaeocarpus Ganitrus, cresce principalmente nel nord dell’India, è un albero che produce bacche blu, i cui semi una volta seccati vengono utilizzati per fare le collane mala da meditazione. 

I semi sono divisi in sezioni e Il numero di queste sezioni varia da 1 a più di 20. 

Questa loro caratteristica dà un significato e uno specifico potere ogni volta diverso al tipo di Rudraksha.

In numerosi testi sacri dell’antica india vengono citati i suoi benefici: 

donano pace e chiarezza mentale, riducono lo stress e l’ansia, conferiscono protezione divina, aumentano la forza, l’energia e rinforzano il cuore.